Selezione scientifica

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Questa è una storia vera, che conosco di persona.
In un’impresa multinazionale si sta concludendo una selezione per il ruolo di prima segretaria dell’amministratore delegato, dirigente, pluriglotta. Dopo un lungo percorso affidato a una società di head hunting, al CEO viene presentato un trio di candidate: nessun maschio, tutte laureate e ultra40enni, due nubili o separate, tutte settentrionali, nessuna bionda o coi capelli rossi. La prima, ingegnere informatico, è ritenuta più abile nell’utilizzo avanzato delle tecnologie. La seconda è presentata dalla direzione risorse umane come assai capace nella comunicazione e nella negoziazione. La terza meno profilata e più orientata all’ordine e alla disciplina. Chi sceglie l’amministratore delegato? Quella con le tette più belle.
Questa vecchia (e cretina) barzelletta, divenuta realtà sotto i miei occhi, vuole mettere in luce quattro punti.
1) L’inutile costosità del ricorso a fornitori esterni di servizi, quando l’organizzazione ha tutte le capacità di procedere usando risorse interne: ma i top manager utilizzano i grandi nomi della consulenza per coprirsi le spalle e per poter contare in futuro – quando dovranno riallocarsi – su una buona rete di relazioni pagata da altri.
2) Le discriminazioni implicite nel sistema: perché non scegliere una risorsa interna? perché escludere per principio i sindacalizzati? perché nessun maschio, destinando solo femmine a ruoli subalterni? perché solo candidate del nord? perché operano ancora stereotipi (che ho studiato) circa le bionde traditrici e le rosse inaffidabili e creative?
3) L’inutilità del ruolo: perché avere una prima segretaria del CEO, visto che a tutti i dirigenti è stata tolta la segretaria, mentre l’AD ne ha già due?
4) Il sessismo e il maschilismo non dichiarati e non denunciabili da ‘Me too’, emergenti dall’attenzione al seno femminile. Eppure solo di questo è ciò di cui si parla ai distributori di caffè, ove – tutti concordano – le tette delle donne calamitano l’attenzione del CEO. E la meritocrazia?
Credits: dal web

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