La gallina della felicità

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CoCoCo non è solo la sigla maledetta che ha diffuso il precariato in Italia. Può anche essere il canto dei polli.
Oppure, come oggi propongo, l’insistenza sul prefisso co, che indica insieme .
Perché farlo in occasione della cosiddetta (spesso ridicola) giornata mondiale della felicità che si celebra domani?
Per ricordare che la realizzazione esistenziale si può conseguire quasi esclusivamente con un’altra persona o più individui.
Uno dei guai dell’era attuale, quella dell’individualismo eterodiretto, sta nella torsione del concetto di ‘happiness’, ormai identificata coi piaceri solitari. Invece, le esperienze di Sòno e le ricerche che ho svolto dall’inizio del millennio indicano che sono i legami sociali a dare pienezza di vita, attraverso i COlloquiare, il COllaborare, il COoperare, il COndividere, il COnfliggere, il COpulare, il COmmemorare.
Co co co: ed ecco l’uovo dell’umana gioiosa frittata.

In una frase? L’auto-realizzazione è solo sociale!

Credits: dal web, “Hünner” di Rudi Hurzlmeier 

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