Più vero del vero

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István Orosz è un grande grafico, designer, pittore, animatore video. Ungherese, 67enne, può essere capito al volo guardando due filmati su YouTube, entrambi inferiori ai 5 minuti. Resterete ammirati dalle sue creazioni di immagini guardabili da più punti di vista, spesso frutto di anamorfosi, così come di illusioni ottiche e di oggetti impossibili, con una lontana parentela con Escher e con un’ossessione per il classico e il neo-classico rivisitato, oltre che per i bei palazzi ottocenteschi della sua Budapest.

Nell’opera qui raffigurata (Windows paradox) vedete uno dei suoi paradossi non esistenti nella realtà. Eppure… Eppure è sensata e in qualche modo vera l’idea che un corpo celeste entri in un ambiente chiuso, com’è la stanza dietro la finestra aperta. L’esterno invade l’interno e le due dimensioni si compenetrano. L’universo non ha confini, neppure quelli tra dentro e fuori l’edificio. Il moto rotatorio di un pianeta si fa da grandissimo a piccolissimo.

Le nostre percezioni appaiono fallaci. Ma l”errore’ coglie qualcosa di impossibile ma vero: noi, le nostre case, non siamo nel cosmo, siamo cosmo. Le distinzioni tra ‘cose’ vicine e lontane, immense e minute, forti e deboli, passate e presenti, eccetera si annullano. Altri possibili punti di vista appaiono verosimili, ci danno informazioni e sensazioni, attivano le nostre capacità cognitive ed emozionali. L’impossibile sembra possibile. Il reale si estende. “Sognare il falso aiuta a costruire il vero” (scritta sui muri di Architettura a Milano, 1967).

Credits: István Orosz

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