Ascolta, l’amico ti ascolta

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Date un’occhiata all’immagine qui sopra: sembra pensata per l’era del Covid-19, quella del distanziamento sociale.

Si vedono due persone agli estremi di un tavolo, che se ne stanno lontani ben più di un metro (ma perchè in altri Paesi l’intervallo fisico deve essere di 1.5 o 1.8 oppure 2.0 metri: il virus non è lo stesso ovunque?).

Ma non siamo in quelle stanze antiche, spesso in case nobiliari, dove marito e moglie siedono – uno di fronte all’altra – ai due poli opposti e lontanissimi di un tavolo assai lungo, segno di manifesto potere sociale e di voluta estraneità tutt’altro che intima.

No, qui la mensa ha la forma di un immenso padiglione d’orecchio umano, che invita al dialogo basato sull’ascolto reciproco.

Ecco una grande metafora di questo momento storico: la distanza non esclude lo scambio paritetico di informazioni, pensieri, emozioni; anzi, lo sollecita, anche come correzione e terapia del non potersi abbracciare (e far piedino sotto il desco…).

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